Diritti delle persone disabili e l’accomodamento ragionevole

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di Martina Caruso

L’uomo, ad oggi, ha assunto una maggiore consapevolezza riguardante l’essere umano che indipendentemente da problemi fisici o psicologici resta umano; A tutti gli individui deve essere riconosciuto il diritto di autonomia e indipendenza. Crediamo che oggi si possa parlare di progresso partendo da un sistema di welfare moderno, considerato maggiormente inclusivo, a cui l’Italia partecipa; di questo avanzamento se ne parla grazie soprattutto alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone disabili, che rappresenta uno strumento condiviso dalla comunità internazionale e che segna valori e obiettivi considerati fondamentali per ampliare il grado di inclusione sociale delle/i ragazze/i disabili. Educazione e lavoro sono due ambiti fondamentali su cui la Convenzione ha particolarmente concentrato la propria attenzione; istruzione, formazione e lavoro sono considerati momenti essenziali per la vita di un individuo, anche per chi presenta delle disabilità, diviene, dunque, dirimente: creare percorsi, aumentare servizi, utilizzare al meglio le tecnologie così da poter ottenere significativi risultati e portare avanti sviluppo e progresso per la persona e per la società.

La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità è adottata da 192 paesi, firmata da 126 e ratificata da 49. Con i suoi 50 articoli la Convenzione ONU rappresenta il primo grande trattato sui diritti umani del nuovo millennio. È un documento di grandissima importanza per la promozione di una nuova cultura basata sul rispetto e l’eguaglianza della condizione delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Lo scopo di questa convenzione è di promuovere, proteggere e assicurare l’eguale godimento di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali da parte delle persone con disabilità, insieme a promuovere il rispetto per la loro dignità. Nell’accompagnarvi in questo mondo, vorrei guidare la vostra attenzione sulle parole di alcuni articoli della Convenzione riportati qui di seguito: 

ARTICOLO 3. Principi generali

–  Il rispetto per la dignità intrinseca, l’autonomia individuale, compresa la libertà di compiere le proprie scelte e l’indipendenza delle persone;

–   La non-discriminazione;

–   La piena ed effettiva partecipazione e inclusione all’interno della società;

–  Il rispetto per la differenza e l’accettazione delle persone con disabilità come parte della diversità umana e dell’umanità stessa;

–   La parità di opportunità;

–  L’accessibilità;

–  La parità tra uomini e donne;

–  Il rispetto per lo sviluppo delle capacità dei bambini con disabilità e il rispetto per il diritto dei bambini con disabilità a preservare la propria identità. 

ARTICOLO 5. Eguaglianza e non discriminazione

Questo articolo delinea le linee di come gli Stati Parti debbano impegnarsi nel proibire ogni forma di discriminazione fondata sulla disabilità e garantire alle persone affette un eguale ed effettiva protezione legale contro la discriminazione stessa, promuovendo l’eguaglianza e cercando di eliminare ogni forma di emarginazione. 

ARTICOLO 8. Sensibilizzazione 

Gli Stati Parti si impegnano ad adottare misure immediate, efficaci ed appropriate allo scopo di:

– Sensibilizzare l’insieme della società, anche a livello familiare, riguardo alla situazione delle persone con disabilità e accrescere il rispetto per i diritti e la dignità delle persone con disabilità;

– Combattere gli stereotipi, i pregiudizi e le pratiche dannose relative alle persone con disabilità, compresi quelli basati sul sesso e l’età, in tutti i campi;

– favorire un atteggiamento recettivo verso i diritti delle persone con disabilità;

– promuovere una percezione positiva ed una maggiore consapevolezza sociale nei confronti delle persone con disabilità;

– promuovere il riconoscimento delle capacità, dei meriti e delle attitudini delle persone con disabilità, ed il loro contributo nei luoghi di lavoro e nel mercato lavorativo;

– rafforzare in tutti i livelli del sistema educativo, includendo specialmente tutti i bambini, sin dalla più tenera età, un atteggiamento di rispetto per i diritti delle persone con disabilità;

– incoraggiare tutti i mezzi di comunicazione a rappresentare persone con disabilità in modo coerente con gli obiettivi della presente Convenzione;

ARTICOLO 9. Accessibilità

Al fine di consentire alle persone con disabilità di vivere in maniera indipendente e di partecipare pienamente a tutti gli ambiti della vita, gli Stati Parti devono prendere misure appropriate per assicurare alle persone con disabilità, su base di eguaglianza con gli altri, l’accesso all’ambiente fisico, ai trasporti, all’informazione e alla comunicazione, compresa la tecnologia che trasmette informazione e dà la possibilità di comunicare.

Queste misure, che includono l’eliminazione di ostacoli e barriere all’accessibilità, si applicheranno a:

– edifici, strade, trasporti e altre attrezzature interne ed esterne agli edifici, compresi scuole, alloggi, strutture sanitarie e luoghi di lavoro;

– servizi di informazione, comunicazione e altri, compresi i servizi elettronici e quelli di emergenza.

Gli Stati Parti inoltre dovranno prendere appropriate misure per:

– sviluppare e monitorare l’applicazione degli standard e delle linee guida per l’accessibilità delle strutture e dei servizi offerti al pubblico;

– assicurare che gli enti privati, i quali forniscono strutture e servizi che sono aperti o offerti al pubblico, tengano conto di tutti gli aspetti dell’accessibilità per le persone con disabilità;

– dotare le strutture e gli edifici aperti al pubblico di segnali facilmente leggibili e comprensibili;

– mettere a disposizione forme di aiuto da parte di persone o di animali addestrati e servizi di mediazione, specialmente di guide, di lettori e interpreti professionisti esperti nel linguaggio dei segni;

– promuovere l’accesso per le persone con disabilità alle nuove tecnologie ed ai sistemi di informazione e comunicazione, compreso Internet;

– promuovere la progettazione, lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di tecnologie e sistemi accessibili di informazione e comunicazioni sin dalle primissime fasi, in modo che tali tecnologie e sistemi divengano accessibili ad un minor costo.

ARTICOLO 10. DIRITTO ALLA VITA

Gli Stati Parti affermano che il diritto alla vita interessa ogni essere umano e prendono tutte le misure necessarie ad assicurare l’effettivo godimento di tale diritto da parte delle persone con disabilità su base di eguaglianza con gli altri. 

ARTICOLO 20. MOBILITÀ PERSONALE

Gli Stati Parti devono prendere misure efficaci ad assicurare alle persone con disabilità la mobilità personale con la maggiore indipendenza possibile, ivi incluso:

a) facilitare la mobilità personale delle persone con disabilità nei modi e nei tempi da loro scelti e a costi sostenibili;

b) agevolare l’accesso da parte delle persone con disabilità ad ausili per una mobilità di qualità, a strumenti e tecnologie di supporto, a forme di assistenza.

ARTICOLO 27. LAVORO E OCCUPAZIONE

Gli Stati Parti riconoscono il diritto delle persone con disabilità al lavoro, su base di parità con gli altri; ciò include il diritto all’opportunità di mantenersi attraverso il lavoro che esse scelgono liberamente in un mercato del lavoro e in un ambiente lavorativo aperto, che favorisca l’inclusione e l’accessibilità delle persone con disabilità. Gli Stati Parti devono garantire e favorire l’esercizio del diritto al lavoro, prendendo appropriate iniziative anche attraverso misure legislative, in particolare al fine di:

– Proibire la discriminazione fondata sulla disabilità con riguardo a tutte le questioni concernenti ogni forma di occupazione, incluse le condizioni di reclutamento, assunzione e impiego, il mantenimento dell’impiego, l’avanzamento di carriera e le condizioni di sicurezza e di igiene sul lavoro; 

– Promuovere le opportunità di impiego e l’avanzamento della carriera per le persone con disabilità nel mercato del lavoro, come pure l’assistenza nel trovare, ottenere, mantenere e reintegrarsi nel lavoro; 

– Favorire l’impiego di persone con disabilità nel settore privato attraverso politiche e misure appropriate che possono includere programmi di azione positiva, incentivi e altre misure;

Nella società contemporanea la presenza, nei luoghi di lavoro, di dipendenti portatori di disabilità, non pone soltanto una questione di barriere comunicative ma pone innanzitutto un grande problema di confronto tra le diverse culture. In questi contesti i concetti di comunicazione, socializzazione e sicurezza subiscono profondi cambiamenti. Nuove tematiche e problematiche vengono ad aggiungersi alla fragilità e alle difficoltà di comunicazione; risulta allora importante costruire nuovi modelli di comunicazione, formazione e sicurezza che tengano conto della presenza di nuovi tipi di bisogni. 

Nella Convenzione sui diritti umani delle persone con disabilità, ciò che risalta è il concetto di “accomodamento ragionevole”; si intende quell’insieme di modifiche, adattamenti necessari e appropriati, al fine di garantire alle persone con disabilità il godimento e l’esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali. Il concetto di “accomodamento” copre tutti gli aspetti dell’accessibilità complessiva dell’ambiente di vita e di lavoro, della ri-progettazione individualizzata del posto di lavoro, della riorganizzazione dei processi e dei flussi di lavoro e dell’eventuale supporto; mentre per “ragionevolezza” s’intende il principio di “non costringere il datore di lavoro ad investimenti sproporzionati”. L’adozione di accomodamenti ragionevoli per garantire la parità di trattamento dei lavoratori con disabilità, è diventata un obbligo per i datori di lavoro, ma questo può non bastare a rendere i luoghi di lavoro più adatti alle esigenze del lavoratore con disabilità se non ne comprenderà al massimo il significato. 

È inevitabile, quindi, per quanto riguarda la sicurezza del lavoro, aggiornare metodi e strategie, aumentando la sensibilità sociale attraverso una maggiore presenza di impiego proveniente da realtà diverse o con differenti capacità. Mettendo in atto l’accomodamento ragionevole si cerca di modificare dei comportamenti, cercando di utilizzarne degli altri considerati maggiormente appropriati, sapendo quali comportamenti assumere e che misura di investimento utilizzare, adoperandoli in caso di giusta necessità così da assicurare alle persone con disabilità un progresso e un inserimento sociale, ma in particolar modo di basarsi sull’uguaglianza, rispettandoli in quanto uomini, usando le proprie possibilità e la giusta libertà che gli spetta. Attualmente ci troviamo in una vera e propria rivoluzione digitale dove internet, smartphone e social networks fanno parte della nostra quotidianità. Considerando queste ultime come risorse per formarci, informarci e sensibilizzarci ad un’integrazione sociale lavorativa dei soggetti portatori di handicap, potremmo ricordarci che tutte le donne e gli uomini hanno un posto ed un ruolo nella nostra società. 

NOTE https://www.disabili.com/images/pdf/convenzione-onu-disabili.pdf

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