Diritto alla salute e all’istruzione: Covid19 come ponte empatico verso i paesi meno sviluppati.

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Preambolo

Il 10 dicembre del 1948 i paesi membri della neonata Organizzazione delle Nazioni Unite, votano a Parigi, con maggioranza schiacciante, l’approvazione della “Dichiarazione universale dei diritti umani”. Nasce così una fonte scritta in materia di diritti dell’uomo, unica, semplice da leggere per tutti, il cui scopo è da decenni quello di essere la difesa primaria di ogni individuo su questo pianeta. Non è un vezzo da “radical chic” o un trattato astratto da intellettuali. La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani è un testo accessibile a tutti, di facile lettura e sintetico, proprio perché di tutti ne enuncia e difende i diritti. Anche di chi la reputa soltanto un vezzo da intellettuali. 

Prima di avviarci in questo avvincente viaggio sui diritti umani proviamo a fare nostro lo spirito con cui è stata formulata e scritta questa dichiarazione. Siamo nel 1948, sono trascorsi 3 anni dalla fine della più truce delle guerre, la Seconda guerra mondiale. A Berlino e a Londra stanno ancora scavando sotto le macerie, in mezza Europa si va a caccia di un pezzo di pane e due tuberi da mettere sotto i denti, e le persone, tutte, stanno cercando ancora di realizzare cosa sia successo, a quali atrocità abbiano assistito. Gli anni truci della guerra avevano insinuato nelle persone la normalità di quelle atrocità. Non faceva più effetto vedere il vicino di casa essere caricato su un treno verso la morte, non faceva più sorpresa il fischio delle bombe sulle proprie teste, non strappava più lacrime e compassione un cadavere dilaniato disteso per terra. 

E allora in questo contesto le delegazioni delle varie nazioni, volenterose di vedere fiorire una società nuova, si riunirono, e prima ancora che iniziasse un processo che avrebbe poi portato negli anni a seguire alla nascita di accordi economici internazionali predecessori dell’Unione Europea, pensarono bene che, sopra ogni cosa, andassero prima di tutto incisi sulla pietra i diritti umani, fino a quel momento spazzati via dalla brutalità dell’uomo. 

Non servivano mille punti scritti per fare ciò. Come scoprirete durante la sua lettura, la Dichiarazione raccoglie i diritti umani fondamentali in 30 brevi e concisi articoli. Scoprire la semplicità e la completezza con cui questi 30 articoli raccolgono ciò che non andrebbe mai negato ad un individuo è un piacere a cui invito fortemente il lettore (allego il link in fondo). 

Nel nostro viaggio alla scoperta di questo magnifico documento, oggi, per l’urgenza del momento vogliamo qui partire parlando di due di questi diritti fondamentali che, in un 2020 che nessuno si aspettava, abbiamo imparato a non dare più per scontati: il diritto alla salute e il diritto all’istruzione. 

Diritto alla salute

Articolo 25: “ 1. Ogni individuo ha il diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha il diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.
2. La maternità e l’infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini, nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale. “ 

Rileggendo questo articolo in maniera attenta e con le dovute pause di riflessione, ci saremmo accorti che nell’andamento regolare della vita in Italia, o allargando all’Europa occidentale, l’applicazione di questo diritto è per lo più garantito dalla legge stessa e dalle nostre costituzioni. Questo ci mette in una posizione agiata rispetto al resto del mondo e nessuno avrebbe mai immaginato di fare i conti con una situazione in cui almeno parte di questo diritto venga a vacillare. 

La maggiore attenzione dei paesi Europei alla tematica Covid19 non è data soltanto dal semplice fatto che fummo i primi in occidente a dovercisi scontrare, ma è data soprattutto da uno stato sociale e mentale, a cui siamo abituati, in cui non è assolutamente previsto rimanere privi di assistenza medica e/o sociale. 

Negli Stati Uniti d’America, che tanto ci piace chiamare portatori di democrazia, questi diritti fondamentali non sono garantiti dal loro sistema a tutte le fasce della popolazione. Seppur la “Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti d’America” del 1776 venga menzionata tra le carte di ispirazione per la Dichiarazione universale dei diritti umani, ai fatti, un sistema di estremo capitalismo che ha portato il libero mercato a far denaro anche sulla salute dei cittadini, non ha mai permesso la copertura di questo diritto. 

Ecco, allora concentriamoci su questa nuova percezione che abbiamo del mondo; del nostro mondo occidentale più fragile e più incerto di prima, che può, mai come oggi, farci avvicinare a tutta quella parte sfortunata del mondo in cui questo diritto non è mai stato garantito a nessuno. 

Sono centinaia di milioni le persone che non hanno accesso ad un sistema di salute pubblica nel mondo. E il numero si allarga enormemente se contiamo chi vi ha accesso ma ad un sistema sanitario fragile che non riesce a garantire neanche le minime cure ai problemi che a noi risultato elementari, come una dissenteria. 

Da un recente report della World Bank e della WHO (World Healthcare Organization, quella che in italiano chiamiamo OMS per intenderci) si stima che circa metà della popolazione mondiale non abbia pieno accesso ai servizi sanitari di base. Parliamo quindi di miliardi di persone che non sono in grado di ricevere le cure necessarie a guarire da mali di cui nel nostro ricco Occidente non si muore più da decenni.
In Etiopia poco più del 7% della popolazione ha accesso ad una sanità adeguata.
Ecco immaginate voi più altri 99 conoscenti, figurateveli in mente. Poi immaginate che soltanto 7 di questi abbiano accesso a cure mediche di base. Cosa ne sarà degli altri 93?
Come si può pensare di mettere in pratica gli altri diritti in queste condizioni? Come si possono esercitare diritti fondamentali come il diritto ad un lavoro, alla mobilità, alla parola, alla felicità, se a 4 anni muori per diarrea o a 20 di malaria? Cosa fai con una gamba rotta e una moglie che deve partorire senza alcun tipo di assistenza sanitaria? 

Ecco questo è quello a cui dovremmo volgere l’attenzione noi Europei dalla nostra posizione agiata. 

Diritto all’istruzione

Articolo 26: 1. Ogni individuo ha diritto all’istruzione. L’istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L’istruzione elementare deve essere obbligatoria. L’istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l’istruzione superiore deve essere egualmente accessibile sulla base del merito.
2. L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto ei diritti umani e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l’opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.
3. I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli. “

Vi chiedo ora, cari lettori, di soffermarvi sul secondo punto dove chiaramente la dichiarazione recita che tale diritto all’istruzione è fondamentale per il perseguimento di tutti gli altri. 

Ad oggi 262 milioni di bambini in età di scuola primaria e secondaria non sono a scuola. Un numero enorme che deve farci riflettere sul perché vi siano zone da cui la gente è costretta a scappare perché pervase di violenza, disuguaglianze e nessuno sbocco lavorativo.
Non serve che ci sia lo stato di guerra in una nazione per avere buoni motivi per scappare da essa, come miseramente da anni sostiene qualche politicante di passaggio. 

La mancanza di istruzione è sufficiente per creare tali condizioni insidiose e a bloccare la crescita di un paese. Potete provare ad immaginare un’Italia in cui un bambino su due non arrivi a saper leggere, e poi potete provare a pensare in che stato di violenza, soprusi ed ingiustizie ci troveremmo. 

Un accesso universale ai servizi sanitari di base e ad una formazione primaria e secondaria è la condizione necessaria per potere sperare di raggiungere il rispetto di tutti i diritti umani fondamentali su tutto il pianeta. Diritto a muoversi, diritto ad avere una famiglia, diritto di esser riconosciuti.  

Ricordate quanta preoccupazione ci ha generato l’idea che i nostri ragazzi non avrebbero avuto un rientro a scuola al più presto? Ricordate come all’improvviso l’educazione dei nostri figli non era più così scontata? Volgiamo poi un attimo l’attenzione a qualche tempo fa, quando abbiamo lasciato annegare bambini con la pagella in tasca. L’unica loro speranza stretta vicino ai loro piccoli corpi. Un solo desiderio si son portati in fondo al mare: poter andare a scuola…come i nostri bambini. 

L’aiutarli a casa loro per troppi anni è stato uno spot da campagna elettorale. Slogan calpestato e strumentalizzato.

L’ora in cui l’Occidente è chiamato a volgere il capo verso i paesi meno sviluppati ed incrementare il supporto affinché questi due diritti fondamentali siano garantiti a tutti, è giunta. Non si può continuare a fingere. 

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