Esistono più tipi di lesbica che gusti di gelato

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Innanzitutto, sapevamolo: dire lesbica non è un’offesa… essere lesbica è semplicemente un dato di fatto!

Sottinteso che tutti ormai sappiamo che le lesbiche sono donne che provano attrazione sentimentale e sessuale per altre donne, passiamo in rassegna tutti i tipi di lesbica che esistono.

Ma come, ne esistono diversi tipi? Mi chiederete voi.
Eh sì, non si sa come e perché ma le etichette per designare le lesbiche si sono moltiplicate negli anni manco fossero gusti di gelato.

Come all’epoca si partì con i classici fiordilatte e cioccolato, così si iniziò con le butch e le femme. Come approdammo, poi, al gusto cioccolato ruby con riso soffiato e scorzette di limone, così arrivammo alle golden star un po’ pimp my camion.
Ok, andiamo con calma… che mi sono persa anche io senza nemmeno cominciare ad entrare nel vivo della situazione!

La precisazione principale da fare è quella tra il termine butch (nell’uso più comune camionista) e il termine femme: il primo indica la lesbica molto mascolina che veste con abiti tipicamente maschili, taglio di capelli corto, zero trucco; il secondo, di contro, indica la lesbica molto femminile: la classica donnina con i capelli lunghi, che veste con la gonna ed ha le unghie curatissime.

Ora passiamo in rassegna all’infinito mondo delle etichette plus che costellano il mondo lesbico. E se mai doveste trovarvi in qualcuna di queste, fatemelo sapere. Non mi rivolgo solo alle donne ma anche agli uomini. In fondo, voi uomini siete lesbiche per natura.

La lesbica soft bucth è una versione più delicata e meno maschiaccio della butch. Nell’abbigliamento appare mascolina ma nel carattere si mostra più femminile.

La Tomboy è una variante della butch che, però, mantiene qualche segno di femminilità: il taglio di capelli non è necessariamente corto, le piace truccarsi (ma non troppo) e veste tipicamente casual.

La lipstick è una variante della femme. Se la femme conserva in maniera naturale tratti femminili, la lipstick va all’esplorazione della femminilità: si sforza un po’ di più nella ricerca dei capi, degli accessori e del trucco femminile da utilizzare.

La lipstick blue jeans è la sottocategoria della lipstick. Si differenzia dalla precedente per il semplice fatto che le piace vestire in maniera più informale e casual.

La chapstick, termine coniato dalla famosa presentatrice Ellen DeGeneres, indica la lesbica che si “sente come un comune burrocacao”, una lesbica tra le altre che non ha bisogno di definirsi.

La golden star è colei che non è mai stata a letto con un uomo. E’ la pura, la suprema, la stella dorata che brilla nell’universo arcobaleno.

La power dyke (lesbica di potere) è colei che è forte in qualsiasi ambito, la troviamo tipicamente vestita in giacca e camicia ed è femminile.

Infine, la categoria più divertente che non è tra le ufficiali è la bieban. Non ci crederete mai ma questa categoria indica la lesbica che ha lo stesso taglio di capelli di Justin Bieber, o che comunque gli somiglia. (A questo punto, chi mi conosce si starà facendo molte, moltissime risate).

Insomma, il mondo arcobaleno non smette mai di stupirci e di inscatolarci allo stesso tempo. A volte, far parte di una categoria anziché un’altra può farci sentire più al sicuro. Anche quando si cerca di spiegare al mondo che ci si vuol sentire una persona tra le tante, si finisce col creare, comunque, un etichetta: come Ellen DeGeneres che per scappare dalle definizioni, ha finito lei stessa col creare una categoria nel quale rispecchiarsi (vedi chapstick).

Voi che gusto di gelato vi sentite e quale vi piace mangiare?

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