I bisessuali e le bisessuali esistono, fatevene una ragione! (PT.1)

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Alert: questa è la prima parte di un argomento che ho deciso di trattare in più di un articolo. Combatto la causa dei e delle bisessuali, quindi desidero soffermarmi su vari aspetti della tematica.

Sembra assurdo ma i/le bisessuali sono le persone più ignorate della comunità LGBTQ+. Sembrano una figura mitologica, contornata da un’aura di incredulità e miscredenza, per metà uomo e metà “ma che vogliono dalla vita questi, si capisce?”.

Spesso i/le bisessuali si sono dovuti/e sentir dire ‹‹È una fase, poi passa… o sei etero o sei omosessuale!›› Quasi come se la vita delle altre persone fosse tutto un dubbio amletico dell’essere o non essere.

Prima di andare avanti, sottolineo: da qui in poi utilizzerò il maschile generico. Non me ne vogliate, è una questione di immediatezza dei concetti. La prossima volta magari per dare l’ennesima Svolta utilizzerò/mi inventerò il femminile generico.

Dicevo… i bisessuali e le bisessuali esistono, fatevene una ragione!

Non è una fase che si attraversa nella vita. Semplicemente, essere bisessuali significa sentirsi attratto sia verso il sesso opposto che verso il proprio sesso. Ciò vuol dire che quando un bisessuale sta per un certo periodo con una donna, non si esclude il fatto che la sua successiva relazione sarà con un uomo o, nuovamente, con una donna. Vorrei continuare a sottolineare che se, ad esempio, un uomo bisessuale sceglie di stare con una donna e poi con un uomo, non è prima etero e poi omosessuale… è bisessuale!

“Eh ma uno deve scegliere da che sponda vuole stare!”. A parte che chi l’ha detto che qualcuno debba stare da una sponda piuttosto che dall’altra (se la pensate così, ho paura che pure al letto siate molto poco fantasiosi/e)? E poi, essere bisessuale è già occupare un posto, cioè quello della bisessualità: stare al centro del fiume e godersi la frescura dell’acqua che passa tra le gambe! So i pensieri che avete fatto leggendo questa ultima frase (…e avete fatto bene).

I bisessuali sono al centro proprio come lo sono nella famosissima sigla: LGBTQ+. Sono in quel punto strategico da cui dovrebbero brillare come le luminose stelle nella Notte stellata sul Rodano di Van Gogh, al centro del tutto, e invece… nessuno se li c**a di striscio.

Woody Allen, regista che adoro (ogni tanto vi lascio anche qualche informazione di me – significa che dovete andare a guardare anche voi qualcosa di suo così poi ne parliamo), disse una volta: “La bisessualità raddoppia immediatamente le tue chances al sabato sera”. A mio parere, i bisessuali hanno una marcia in più sotto diversi punti di vista: coraggio, visione del mondo, coscienza e conoscenza di se stessi e dei propri sentimenti e poi, cosa molto importante, acchiappano il doppio di tutte le altre persone!

Se mai dovessi rinascere in un’altra vita, mi augurerei di rinascere bisessuale per poter essere capace di amare indistintamente le persone, a prescindere dal loro genere e dai loro organi genitali. O soltanto per essere circondata da tante persone che mi vogliono (?)

Insomma, il punto è che la società denigra i bisessuali e lo fa, a volte, non tanto insultandoli ma rendendoli invisibili, togliendo loro la possibilità di esprimersi. Perché “o sei carne o sei pesce”. Ma esistono gli antipasti mare e monti, no? Mi pare di sì…

La società, cioè la gente (in generale) che compone una comunità, quando guarda o immagina i bisessuali, li racchiude in stereotipi che ormai hanno superato di gran lunga anche quelli che si attribuiscono alle persone transgender (e ce ne vuole!).
I bisessuali hanno attaccato sulla fronte una serie interminabile di pregiudizi. Alcuni di noi possono immaginare quali siano questi pre-giudizi, proprio perché siamo noi a crearli: giudichiamo prima di giudicare realmente (solo perché qualcuno prima di noi ha giudicato).

Ma quali sono gli stereotipi di cui sono ricoperti i bisessuali? Lo scopriremo insieme nel prossimo articolo. Qualche piccola anticipazione già l’avete avuta ma so che ci vuole di più!

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