La svolta è capire cosa significa LGBT+

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Qua la svolta sarebbe capire cosa significa la sigla LGBT+ con le sue varianti annesse: LGBTQ, LGBTQQ, LGBTIQ, LGBTQIA, LGBTQIAPK… e sono sicura di averne dimenticata qualcuna o, più semplicemente, quando leggerai questo articolo sarà stata aggiunta qualche altra lettera.

Ma, allora… facciamo un po’ di ordine e di presentazioni. Mi chiamo Rosaria Alessia e sono qui per raccontarti delle piccole curiosità, fatti, racconti, storie sul mondo arcobaleno. Se stai leggendo, quasi sicuramente anche tu vedi a colori (in senso figurato) tutto quello che ti circonda: è indifferente che sia tu etero, non-etero oppure che ti senta di far parte di una qualsiasi altra categoria che oggi (e nel tempo) impareremo a conoscere.

Partiamo con la domanda: cosa significa LGBT+?

Iniziamo con il dire che LGBT (Lesbica Gay Bisessuale Transgender) è un acronimo che nasce negli anni Novanta, precisamente nel 1996, come sostituito del termine Comunità Gay. Difatti, quest’ultimo, ad un certo punto, cominciò a risultare troppo generico nel rappresentare la comunità che doveva rappresentare. Così, la sigla LGBT servì (e serve tutt’ora) per indicare, più nello specifico, le diversità sessuali esistenti. E per non farci mancare nulla, con il passare degli anni, sono state aggiunte altre lettere che indicano ulteriori varietà sessuali nelle quali le persone possono identificarsi.

Innanzitutto, siamo sicuri/e di sapere chi siano le lesbiche, i gay, i/le bisessuali e i/le transgender? Brevemente: le lesbiche sono le donne che provano attrazione fisica e mentale verso altre donne; i gay sono gli uomini che provano attrazione fisica e mentale verso altri uomini; i/le bisessuali sono coloro che provano attrazione fisica sia verso gli uomini che verso le donne; i/le transgender sono coloro che non si riconoscono con il proprio sesso.

Una volta compresa la base, passiamo a quel + (plus). In generale, inserire la + significa includere tutte, e sottolineo tutte, le altre parole che successivamente si sono inserite nella sigla. Di conseguenza, analizziamo le differenti lettere/parole che possono presentarsi.

Abbiamo l’aggiunta della Q che significa Queer, cioè una persona che sente di non voler essere sessualmente etichettata: se aggiungiamo un’altra Q abbiamo il significato di Questioning, “in dubbio”, per indicare una persona che non si sente identificabile nelle stesse parole dell’acronimo (L, G, B o T).
La I sta per Intersessuale, coloro che sono nati/e con caratteri sia femminili che maschili a livello fisico e cromosomico.
La lettera A significa Asessuali: sono le persone che non provano attrazione sessuale.
La P significa Pansessuali e indica coloro che provano desiderio sessuale a prescindere dal genere o dall’orientamento sessuale delle persone.
La K significa Kink (da Kinky = stravagante) e si riferisce alle persone che amano praticare attività sessuali non convenzionali (a questo proposito, sfiderei chiunque a fare sesso convenzionale nel XXI secolo… se ancora esistete, battete un colpo! Non in senso letterale, eh!).

In più, se preferite, le lettere possono cambiare posizione ma il significato rimane sempre quello… mi ricorda molto la proprietà commutativa in matematica, per cui “cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia”.


Personalmente, non mi piace racchiudere in sigle le persone e quello che loro provano e/o sentono di essere. Ma se dovessi scegliere, adotterei l’acronimo LGBT+: lo ritengo il più completo e lascia libertà di aggiunta ad eventuali altre parole. E tu, quale sigla preferisci?

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