Un pianeta di plastica: intervista ai ragazzi di PLASTIC FREE Onlus

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Un team di ricercatori dell’Alfred Wegener Institute, Helmholtz Center for Polar and Marine Research, tra il 2015 e il 2017, ha condotto uno studio sulle microplastiche trasportate nell’atmosfera dai venti. Attraverso tecniche innovative di imaging a infrarossi, sono stati individuati, all’interno della neve caduta nell’Artico, frammenti di plastica inferiori ad un millimetro; in particolare è stato rilevato che, per ogni litro di neve, vi erano presenti più di 14.000 frammenti di plastica. In seguito si è deciso di allargare la ricerca su una scala più ampia, analizzando i campioni presi in più zone, geograficamente posizionate tra Artico ed Europa. Dallo studio sono risultati dati molto allarmanti; sono state rilevate concentrazioni da un massimo di 154.000 particelle per litro, presenti nella neve della Baviera, fino alle 14.400 particelle per litro dell’Artico. I materiali presenti erano perlopiù vernice, gomma, polietilene e poliammide. 

È innegabile che l’uso della plastica sia aumentato negli ultimi 50 anni, il monouso ha fatto sì che nel mondo si disperdesse una quantità sproporzionata di imballaggi e accessori di ogni genere. Nessuno avrebbe mai pensato che questo materiale, molto resistente, almeno all’apparenza, avrebbe creato danni irreversibili al nostro pianeta. Negli ultimi anni per fortuna c’è stata una presa di coscienza da parte delle istituzioni, che hanno iniziato ad incentivare l’utilizzo di materiali biodegradabili. 

Ma non basta.

Per diminuire drasticamente l’uso di questo materiale, la presa di coscienza deve arrivare dal basso, c’è bisogno di un cambiamento nel nostro stile di vita. A questo proposito ho pensato di far conoscere ai lettori di Svolta una realtà che opera su tutto il territorio nazionale, intervistando Luca De Gaetano, presidente e co-founder di Plastic Free e alcuni volontari che operano sul territorio. In una piacevole videoconferenza, visti i tempi, oltre a discutere in maniera molto approfondita su questa enorme problematica, ho rivolto alcune domande dirette a Luca e ai presenti. 

Di seguito l’intervista integrale.

Luca, che cos’è Plastic Free? 

Plastic Free è una ONLUS impegnata nella lotta contro l’inquinamento da plastica, in maniera particolare la plastica monouso. Non demonizziamo la plastica in sé, ma l’utilizzo della plastica monouso, quella utilizzata per meno di 5 minuti, che nel 75% dei casi finisce nell’ambiente. Siamo nati meno di un anno e mezzo fa, nel luglio 2019, tutto è partito come un’idea social e poi si è trasformata in una realtà a 360°. 

Chi sono i fondatori?

Io ritengo fondatori tutti i referenti che ci sono o comunque i veterani, perché l’idea è nata da me, ma è stata amplificata da chi oggi opera per far crescere questa realtà, come le persone che oggi sono presenti in questa videoconferenza. Abbiamo 20 referenti sul territorio nazionale che sono i co-founder dell’associazione, in un anno e mezzo grazie a loro siamo arrivati ad essere quello che siamo. 

Da cosa è partita Plastic Free?

È partita dall’idea che il consumo di plastica quotidiano di ognuno di noi pesa sull’inquinamento dei mari, dei boschi e di conseguenza dell’atmosfera. Ci siamo guardati intorno e ci siamo resi conto che dovevamo agire in qualche modo. Abbiamo pubblicato un video di sensibilizzazione che è diventato subito virale sui social, quindi da una pagina facebook, che il primo mese contava 1000 like, al terzo mese erano già diventati 110.000. Da lì è nata l’idea di fondare l’associazione.

Cosa fa Plastic Free?

Siamo impegnati in diversi progetti, come gli appuntamenti di raccolta, i progetti nelle scuole, il salvataggio delle tartarughe e il Plastic Free Walk. Oltre alle azioni di sensibilizzazione, organizziamo raccolte di plastica sulle spiagge, nei parchi e più precisamente in ogni luogo in cui ci sia plastica abbandonata. Sensibilizziamo gli studenti e abbiamo l’obiettivo di trasformare gli istituti scolastici in ambienti Plastic Free. In Italia ci sono oltre 8 milioni di studenti che potenzialmente, in 200 giorni scolastici, consumano oltre un miliardo di bottigliette all’anno. Grazie agli sponsor, alle donazioni libere e al supporto degli istituti scolastici, Plastic Free si impegna nell’acquistare depuratori d’acqua così da permettere ad ogni studente di riempire gratuitamente la propria borraccia di acqua pura, evitando bottigliette in plastica. Abbiamo pensato di far nascere un nuovo modo per fare educazione ambientale, avvicinandoci ai valori del territorio attraverso l’idea del camminatore-raccoglitore. L’obiettivo di Plastic Free Walk è pulire e far conoscere i territori facendo trekking. La prima edizione si è svolta dal 12 al 16 agosto 2020, percorrendo la Via degli Dei, da Bologna a Firenze. Durante il percorso è stata fatta una pulizia della plastica e diversi incontri con i vari Comuni di passaggio. Inoltre uno dei nostri obiettivi è quello salvare più tartarughe marine possibili in difficoltà, a causa dell’incuria dell’uomo. Il progetto tartarughe permette a chiunque di adottare virtualmente una tartaruga, in cambio un Certificato di Adozione in formato digitale. Il contributo viene utilizzato per l’acquisto di medicine necessarie alle cure, l’acquisto del cibo e dei materiali necessari, al pagamento di interventi veterinari e al supporto di tutte le attività di monitoraggio dei nidi. 

Com’è nata la collaborazione con il centro di recupero tartarughe marine del Salento?

Abbiamo scelto il Salento visto che è una zona che affaccia su due mari ed il bacino di tartarughe, che vanno e vengono, è abbastanza ampio. Abbiamo cercato il centro sul web e siamo andati a conoscere il direttore che oggi è il referente del progetto tartarughe. Abbiamo finanziato economicamente il centro nel 2020, visto che i loro introiti venivano dai biglietti dei visitatori, in questo periodo per ovvie ragioni il centro è rimasto chiuso. La nostra liquidità è servita molto perché non potevano più prendere tartarughe. Dal 10 giugno 2020, nella struttura del Museo di Storia Naturale del Salento, grande migliaia di metri quadri, circondata da un parco, ci sono 2 camere in cui sono state installate alcune vasche che ospitano 10/12 tartarughe, quando siamo arrivati noi non ce n’era neanche una per il fatto che, non avendo risorse disponibili, non potevano prendere esemplari. 

Quali sono i numeri di Plastic Free?

Abbiamo un contatore soltanto per quanto riguarda le raccolte ufficiali, quelle in cui i referenti escono a fare le raccolte con due/tre amici non le abbiamo inserite. Nel 2020 abbiamo raccolto 201.000 kg di plastica, nell’anno appena iniziato 4.000 con la prima uscita. Grazie al fatto che la rete di referenti cresce sempre di più, l’obiettivo di quest’anno è quello di arrivare a 2 milioni di kg raccolti. Per quanto riguarda la sensibilizzazione, con i nostri post, nel 2020 il dato fornito da Facebook era di 210 milioni di utenti che ci leggevano. 10 tartarughe salvate nel 2020, quest’anno l’obiettivo è quello di salvarne 4/5 volte di più.

Come si autofinanzia?

Attualmente ci autofinanziamo attraverso le quote associative, riceviamo donazioni sul web e abbiamo dei piccoli sponsor che ci aiutano di tanto in tanto. 

Obiettivi futuri? 

Noi abbiamo un indicatore di crescita interno, dai 30 referenti di maggio 2020 siamo arrivati ad averne oggi 330, cercheremo di arrivare a 1500 entro fine anno, significa che se ognuno di loro farà 2 raccolte all’anno riusciremo a fare almeno 3000 raccolte. Entrare in 1000 scuole da settembre a dicembre 2021, sensibilizzando 200.000 studenti. Percorrere 10.000 km con il Plastic Free Walk da qui fino a fine anno. Abbiamo ideato un evento in cui partiremo dal delta del Po per raggiungere la Puglia e ritornare sempre a piedi. Introdurre la sezione appena nata, quella del DIVING, la raccolta di rifiuti sui fondali marini. 

In seguito all’intervista fatta al Presidente la discussione è continuata con i ragazzi che operano sul territorio della Calabria. Plastic Free è un contenitore di persone a cui sta a cuore la salute dell’ambiente e degli esseri umani, è ramificata nelle regioni della penisola attraverso i vari referenti. Insieme a Pierluigi Serravalle, Lina Esposito, Nicola Sestito, Carmen Cutuli, Mattia Maltese, Fabio Gambino Alberto Fio, Giacomo Ligato e Carlo Pantano,  ho affrontato il discorso delle alternative alla plastica monouso. Fibre vegetali, carta, metalli, per quanto riguarda le borracce ed altri accessori, ma anche i detersivi alla spina, la saponetta solida, gli spazzolini in bamboo. Si dovrebbe ritornare ai tempi passati, quando pasta, biscotti e altri generi alimentari venivano venduti sfusi. Fino ad ora abbiamo preferito la comodità dei prodotti già imballati, è arrivato il momento di ripensare alle nostre abitudini, scegliendo metodi e materiali ecosostenibili. Purtroppo il territorio nazionale è pieno di rifiuti abbandonati, la mission di Plastic Free, oltre alla sensibilizzazione, è quella di reclutare sempre più persone che raccolgano plastica dispersa nell’ambiente, che ci mette tanti secoli a degradarsi e nel frattempo rilascia sostanze nocive per l’ambiente e di conseguenza per l’essere umano. Attraverso questa intervista vi ho introdotto nel mondo di Plastic Free, ora sta a voi fare la scelta. Iniziare ad essere utili per questa nobile causa, aggregandovi a questa splendida realtà o semplicemente iniziando a sensibilizzare chi vi sta intorno, ad utilizzare sempre meno plastica e pretendere che i commercianti introducano nuovi metodi di confezionamento ed imballaggio. 

L’alternativa è quella di rimanere fermi, a guardare il pianeta che continuerà la sua discesa verso problematiche come le malattie oncologiche, il riscaldamento globale e la graduale estinzione di molte specie animali. 

  • 150 milioni di tonnellate di plastica sono già presenti nei mari.
  • 570.000 tonnellate di plastica ogni anno finiscono nelle acque del mediterraneo, l’equivalente di 33.800 bottiglie di plastica gettate in mare ogni minuto.
  • 10 milioni di tonnellate di plastica ogni anno buttate nei mari, equivalenti a 1 camion di rifiuti ogni minuto.
  • 60 rifiuti di plastica per km² di mare. L’Italia rappresenta il terzo paese che disperde più plastica nel mar Mediterraneo, dopo Turchia e Spagna.
  • 350 milioni di tonnellate di plastica prodotte ogni anno, di cui solo il 24% viene riciclato.
  • Nel 1964 la produzione era di 15 milioni.
  • 100.000 mammiferi marini e 1 milione di uccelli marini muoiono ogni anno per aver ingerito plastica.
  • 5 grammi è la quantità di plastica media ingerita dall’uomo a settimana. Il peso di una carta di credito.

Che cosa aspetti??

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